“Non esistono dei sistemi in grado di sostenere fedelmente i nostri rapporti con gli altri, non esistono modelli fissi anche se il sentimento primordiale che ci governa è l’affetto.
Perchè davanti allo stesso stimolo a volte reagisco con l’ira e altre volte con tolleranza o addirittura con compiacenza? Perchè un fatto così quotidiano, come osservare una persona cara mentre solleva la tazza della colazione, può farmi precipitare, a seconda del giorno, dal piacere all’estrema repulsione? Perchè a volte basta una sguardo per farmi sentire immune a qualunque disgrazia futura e altre, invece, è proprio quello sguardo a farmi sprofondare nella più cieca malinconia? Siamo soliti pensarci come esseri inamovibili, che riposano su codici e gusti fissi, mentre in realtà siamo in conflitto perenne con noi stessi. Diciamo frasi come ti voglio bene o non ti sopporto più e tendiamo a credere che tali espressioni definiscano lo stato della nostra anima, mentre invece le alterniamo con lo scorrere dei sentimenti sempre mutevoli.”Marcos Giralt Torrente - Parigi
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